Il Palio di Pescia - Collodi
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Il Palio di Pescia

About This Project

Il Palio città di Pescia, noto anche come Palio dei Rioni o Palio di Pescia, è una competizione di tiro con l’arco tra i quattro Rioni della città di Pescia. La gara si svolge nella storica e centrale Piazza Mazzini, la prima domenica di settembre di ogni anno.

Il Palio nella tradizione

Il 6 febbraio 1339, in occasione del passaggio della città sotto l’egida fiorentina, le autorità pesciatine ad elessero Santa Dorotea, che il calendario liturgico ricordava proprio quel giorno, come santa protettrice della città. Fin dall’anno successivo furono indette solenni celebrazioni religiose in suo onore, ed organizzate alcune feste popolari di cui il Palio dei Berberi (detto Bravìo, dal latino bravìum:”dare al vincitore”) che si svolgeva il 7 di Febbraio, era quella più spettacolare. Il Palio fisicamente rappresentava il trofeo: un “cencio” di circa 5 metri quadrati di stoffa pregiata, sapientemente decorato e cucito; la gara invece era rappresentata da una corsa di cavalli che si suppone venisse corsa nell’abitato della città. Tra alterne vicende, questa tradizione equestre si protrasse fino a quando cessò definitivamente nel 1526, sia per il mutare delle mode, sia per problemi legati alla sicurezza dei cittadini. Al suo posto, anche se in forma non ufficiale, fu preferita la Giostra del Saracino, alla quale potevano partecipare solo i giovani rappresentanti delle famiglie nobili locali. Visto il successo della giostra, nel 1596 fu deciso dal comune di ufficializzare la disputa e di ripetere la tenzone ogni anno in occasione dei festeggiamenti per la Santa Patrona. La giostra prosegue il suo intercedere, tanto che nel 1677 fu finalmente decisa la costruzione delle tribune. Il clima positivo attorno all’evento dura ben poco poiché il saracino viene considerato dai più un retaggio del passato, i partecipanti scarseggiano e di fatto il 1677 rappresenta l’ultimo anno di corse. A cavallo con il XVIII secolo vennero fatti nuovi e infruttuosi tentativi di rimettere in piedi la giostra: ormai era troppo tardi. Nonostante tutto le corse non cessano di esistere e nel 1777, a cent’anni di distanza dall’ultima giostra, vennero istituite delle modeste gare equestri che si svolgevano lungo Ruga degli Orlandi: “pali in lungo” o “paliacci”, data la modestia della spettacolarità ed organizzazione. C’è anche da dire che queste gare, che si protrarranno fino alla fine dell’800, avevano completamente perso il connotato di celebrazione di Santa Dorotea, svolgendosi in un contesto totalmente differente. In tempi più recenti si hanno nuovi tentativi di riesumare l’ormai antica giostra del Saracino, precisamente nel 1908, 1925 e 1932.

Il Palio in età moderna

Seguono altri 46 anni inattivi finché, il 14 aprile del 1978, un gruppo di ventenni divisi in quattro squadre, dette vita al “I Palio dei Quartieri”: una gara a quiz che ebbe come teatro il Cinema Splendor e si svolse collateralmente alla 13 edizione del Festival di Pescia ” il Biscione d’Oro”. Dalla gara a quiz al Palio come lo conosciamo oggi, il passo fu molto breve. Al termine del “Biscione d’oro ” di quell’anno fu discussa l’eventualità di svolgere una manifestazione a carattere storico che coinvolgesse tutta la cittadinanza, con l’intento di far rivivere il nobile passato di Pescia. Per questioni logistico-amministrative fu abortita la proposta di riesumare la Giostra del Saracino e nacque l’idea di ua disputa di tiro con la balestra. Così il 18 giugno di quell’anno, a soli due mesi dal “I Palio dei Quartieri”, venne disputato il “I Palio città di Pescia”. Per l’occasione venne invitata la compagnia dei balestrieri di Lucca e la disfida si svolse a puro carattere dimostrativo. L’avvenimento venne accolto con successo e soddisfazione da parte degli organizzatori: Pescia ha il suo nuovo Palio! I successivi due anni il Palio verrà ancora disputato con i balestrieri di Lucca, abbinati ciascuno a uno dei 4 Rioni. Il 1981, oltre a vedere la nascita del nostro rione, è l’anno del definito lancio della disfida: i Rioni diventano associazioni pienamente funzionanti e così l’organizzazione si separa dalla compagnia dei balestrieri; la gara non verrà più disputata con le balestre, bensì con l’arco. La manifestazione odierna non ha più luogo nel giorno dedicato alla Santa Patrona, bensì la prima Domenica di Settembre; data ritenuta più favorevole per il clima e per l’aspetto turistico che la città assume al termine dell’estate.

Il Palio Oggi

Nel periodo immediatamente precedente la competizione, viene preparato il nuovo palio o cencio, che consiste in una tela di tessuto su cui viene dipinto ogni anno un soggetto diverso legato alla storia della città, presentato ufficialmente due giorni prima del Palio.

Le manifestazioni collaterali al Palio hanno inizio il sabato precedente a quello della vigilia, quando il Piazza del Grano si svolge una straordinaria e lunga esibizione di artisti di strada (saltimbanchi, mangiafuoco, giocolieri ecc.). Nel pomeriggio della successiva domenica, questa volta in Piazza Grande, ecco la prima disfida: una rocambolesca gara di “Palla al paniere”, che vede coinvolti i giovanissimi rappresentanti dei quattro rioni cittadini. Alla sera, nella stessa piazza, ha luogo una ricca cena con contemporaneo defilé di moda organizzato in collaborazione con i commercianti locali. Dal successivo lunedì al giovedì, a turno, ogni rione allestisce la sua “cena propiziatoria”, una sorta di appuntamento degno di Lucullo a base di piatti tipici della tradizione locale proposti in un’atmosfera e in un ambiente medievaleggiante.

Il venerdì, antivigilia della gara, fa la sua comparsa ufficiale il Palio, ovvero un grande drappo dipinto che, anno dopo anno, ricorda un fatto storico o un aspetto significativo di Pescia o del suo territorio. A prendere in consegna il “cencio”, al termine di una suggestiva fiaccolata, sono i rappresentanti del rione vincitore dell´edizione precedente. Questi lo custodiranno fino al giorno della disfida. La cerimonia si svolge in una Piazza Grande ormai pronta ad ospitare degnamente la gara, con i palchi di tiro adeguatamente allestiti e la tribuna per gli spettatori pronta ad ospitarli. Successivamente, al ritmo di tamburi e chiarine, gli sbandieratori e le ragazze della danza storica, poi è la volta dei duellanti con le spade ed infine ecco apparire i veri protagonisti della disfida, gli arcieri. Questi saranno testimoni del sorteggio delle rispettive postazioni da cui partiranno i saettanti dardi della domenica. Nella stessa serata, viene presentata anche la dama che la sera successiva rappresenterà la nostra città al concorso nazionale “La bellezza e l’eleganza della donna nel medioevo e nel rinascimento”, manifestazione, questa, che richiama a Pescia belle rappresentanti di località vicine e lontane, che indossano, durante la sfilata, gli abiti d´epoca più ricchi o maggiormente significativi. E finalmente si arriva al giorno fatidico, che ha inizio con la benedizione in Cattedrale, da parte di S.E. il Vescovo, del Palio e degli arcieri. Questi ultimi si sposteranno poi in Piazza Grande, luogo della disfida, per prendere confidenza, grazie a qualche freccia di prova, con i paglioni loro assegnati. Alle ore 15,00 in punto parte il corteggio, formato da circa seicento figuranti in abiti di fogge riferibili al XIV e XV secolo, che si snoda lentamente, fra due ali di folla, per le vie principali della Città al suono ritmato ed ininterrotto dei musici. Dopo alcuni chilometri di gratificante sofferenza, ecco che la variopinta brigata giunge finalmente nella suggestiva Piazza Grande, dove migliaia di persone attente e curiose colgono l’occasione per commentare, più o meno benevolmente, la veste o il portamento di questo o di quel personaggio.

Il Palio, ovvero l’oggetto dei desideri, viene trasportato sopra un carro particolarmente addobbato, tirato, come da tradizione, da un cavallo. A scortarlo sono quattro alabardieri al comando del Capitano del rione che lo teneva in custodia. Due ragazzini, da sopra il carro, lanciano alla folla manciate di nocciole in segno di festa. Schieratosi il corteggio dinanzi alla tribuna del Podestà, si procede al saluto solenne e alla lettura del bando di sfida. Successivamente si esibiscono i gruppi di spettacolo dei vari rioni (sbandieratori, musici ecc.), dopo di che, su comando del Maestro di campo, prende il via la gara.

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