Museo del Cavatore e del Minatore - Collodi
151
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-151,qode-quick-links-1.0,woocommerce-demo-store,ajax_fade,page_not_loaded,,columns-4,qode-theme-ver-11.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive

Museo del Cavatore e del Minatore

About This Project

Sulla montagna pesciatina, a 600 mt. slm, sorge l’antico paese di Vellano, che è il “Capoluogo” delle “dieci castella” medievali.
Ha conservato molto del periodo di massimo splendore con le sue mura, la piazza con un antico orologio, la chiesa che fu abbazia benedettina intorno all’anno mille, la chiesetta castellana di San Michele di età romanica, le strade e gli angoli che parlano di un periodo di guerre ed invasioni, accanite difese e ricostruzioni, vita semplice e libera.

Nelle colline che la circondano si aprivano numerose cave di pietra serena che davano lavoro e lustro al paese e ai suoi maestri cavatori. Di queste cave non si sono perse le tracce ma purtroppo una sola è ancora attiva. Il paese conserva ancora molto del suo passato e la vita quasi sonnolenta della settimana si anima la domenica o in occasioni di feste e manifestazioni che attirano molti turisti. È un paese dove la vita culturale non è del tutto spenta e offre spunti ed idee per tutti i visitatori, anche i più esigenti.

La lavorazione della pietra serena è sempre stata nel sangue dei vellanesi. Le cave hanno sempre fornito materiale della migliore qualità che, sotto l’abile lavoro i maestri scalpellini, si è trasformato in piccoli capolavori di ornamentazione o in pavimentazione, spallette di ponti, davanzali e cornici famosi in tutta la regione e anche al di fuori del continente.

Nei tempi andati esisteva addirittura una scuola dove gli artigiani della pietra imparavano i rudimenti del mestiere. Il lavoro si svolgeva prevalentemente in estate ed era molto facile trovare sui bordi delle strade due o tre di questi maestri che, polverosi e seri, si impegnavano a ricavare pezzi più o meno importanti a seconda della vena della pietra che la loro esperienza indicava come idonei. In inverno, quando lavorare in cava era impossibile, molti di loro andavano a fare i minatori sia in Italia che all’estero, sfruttando la loro capacità e la loro esperienza.

Vai al sito

Category
Arte, Cultura

This is a demo store for testing purposes — no orders shall be fulfilled. Rimuovi